Alessandro Sau
THE IMAGE AS ORIGIN
17 Dicembre 2011 — 18 Gennaio 2012

L’ Immagine come Origine è il titolo di una serie di opere che Alessandro Sau realizza dal 2010 dopo una visita al cimitero monumentale di San Michele di Cagliari. Qui Sau nota che in alcune parti del cimitero piccoli nani da giardino sostituiscono le più consuete figure devozionali dei santi e degli angeli. La domanda di come e perché è avvenuto tale cambiamento dà inizio ad una ricerca che porta Sau a mettere in discussione i principi puramente estetici di tempo in relazione all’immagine, e quindi la storia dell’arte ed il gusto. Il suo intento è quello di esprimere il tempo e lo spazio dell’immagine come unico tempo possibile, restituendo all’immagine stessa il suo statuto di illusione e desiderio. L'immagine viene sempre concepita come desiderio di immagine, necessità antropologica di immagine, secondo un fortissimo binomio di erotismo e conoscenza, che rimane sempre vero se ammettiamo che per conoscere e quindi 'credere' bisogna toccare, aprire, lacerare, distruggere. Erotismo e distruzione che si creano nel rapporto mostruoso tra i Nani e Biancaneve nel video Relic, e che si concludono con l'esplosione di Biancaneve come fine visiva di un rapporto di sguardi che conduce all'apertura del corpo e dell'immagine stessa. Erotismo e morte sono invece celati nelle immagini Disney che l'artista realizza con l'aiuto delle lumache che infestano lo stesso cimitero di San Michele. Sulla mostruosa ipotesi per cui le lumache si sono nutrite della decomposizione organica dei cadaveri, l'artista gioca a corrompere organicamente le immagini da lui stesso dipinte, che vengono modificate, 'mangiate' da questi animali infestanti. Una possibilità di riscatto per l'immagine secondo una visione salvifica si trova però nel lavoro delle api che ricompongono attraverso i mondi continui ed infiniti delle celle esagonali di cera i resti delle statuette dei sette nani dopo l'esplosione di Biancaneve. La serie dell’Immagine come Origine nasce da una critica di fondo all’usuale attribuzione delle categorie estetiche e di tempo storico all’immagine, per cui ogni immagine vive unicamente il tempo della spiegazione storica che la qualifica come valore. Il tentativo è quello di scardinare il consueto metodo di giudizio, sfruttando l’ambiguità di un immagine ben nota, quella di Biancaneve e dei Sette Nani, e la sua apparente appartenenza alla categoria del Kitsch. Sau si riferisce volutamente a questa categoria estetica creata dalla storia dell’arte, e la pone in un contesto di spazio e di tempo e di procedimenti in cui l’immagine mostra la sua estraneità a qualsiasi valore di parola e di idea categorizzante.

Alessandro Sau, Cagliari, 1981.

video relic

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