Andrea Bolognino
OSSERVATORIO
9 Marzo – 30 Aprile 2024

- Cosa ti piace, straordinario straniero?
- Amo le nuvole... le nuvole che passano... laggiù... laggiù... le meravigliose nuvole!
Charles Baudelaire
Piccole poesie in prosa

Andrea Bolognino ha voluto cambiare aria ed è tornato a Napoli con Osservatorio, una serie di nuove opere che, ancora una volta, colpiscono per la saldezza della ricerca. Attualmente Bolognino vive a Monaco di Baviera, dove ha stretto amicizia con giovani artisti tedeschi e i numerosi colleghi stranieri presenti nella capitale bavarese. Sarà stata la familiarità con le collezioni della Lenbachhaus e del Blaue Reiter a nutrire la sua sensibilità? Andrea parla, infatti, di Franz Marc, di Kandinsky e dei disegni di bambini conservati in questo straordinario museo. Già lo scorso anno, i costumi ideati per Tauromachia - la sensibile performance realizzata con il fratello Adriano - ci avevano fatto intuire quanto il suo sguardo si fosse ampliato al movimento e allo spazio, rispetto alle opere della mostra a Capodimonte concepite come un omaggio alla Parabola dei ciechi di Breughel il Vecchio. Questo movimento trova ora una splendida espressione nelle opere su tela di grandi dimensioni in cui i confini tra la pittura e il disegno sembrano sfumare, una tecnica che l'artista ha a lungo preferito su tutte le altre. Il disegno ormai non è più il linguaggio circoscritto allo studio, all'elaborazione, al progetto, ma persiste materialmente e concettualmente come la proiezione del pensiero, il legame più forte che unisce le arti. Bolognino dà al disegno una nuova accezione, suggerendo ancora una volta che la bellezza possiede una sua energia e una sua logica. Qual è il potere dell'artista nello sviluppare le sue energie, i voli di fantasia, queste esplosioni che si diffondono sulla tela come abbagli o macchie? Il Surrealismo, da Yves Tanguy a Roberto Matta e Arshile Gorky, ha aperto la strada, ma Bolognino appartiene a un background diverso e le sue composizioni anamorfiche perseguono forme di realtà, paesaggi astratti e immaginari, dove la figura si compie da sola, che sia in dialogo con l'artista o con l'intelligenza artificiale che attiva le proprie funzioni per lo sviluppo della composizione. Il risultato è un nuovo abbagliante scenario di colori e forme, dove le ragioni della bellezza si intrecciano con quelle della rêverie.

Andrea Bolognino wanted a change of scenery and has returned to Naples to show Osservatorio, a collection of new works that once again impress with the firmness of his research. Bolognino is currently living in Munich, where he has made friends with the many young German and foreign artists who live in the Bavarian capital. Is it the familiarity of the collections of the Lenbachhaus and the Blaue Reiter that have nurtured his sensibility? Andrea speaks of Franz Marc, Kandinsky and the children's drawings housed in this extraordinary museum. Already last year, the costumes he designed for Tauromachia, the sensitive performance he created with his brother Adriano Bolognino, had given us a glimpse of how, since the fulgurations of the eye at the exhibition in homage to Breughel the Elder’s Parable of the Blind at Capodimonte, his gaze had broadened to include movement and space. This movement is now splendidly expressed in his large-scale drawings on canvas, which seem to blur the boundaries between painting and drawing, a technique he has long favoured above all others. Drawing may no longer be the language of study, elaboration and design, but it is materially or conceptually the demonstration of thought, the strongest link that unites the arts. Bolognino gives drawing a new reasoning, suggesting once again that beauty has its own energy and its own logic. What is the power of the artist in developing his energies, his flights of imagination, these explosions that spread across the canvas like dazzles or stains? Surrealism, from Yves Tanguy to Roberto Matta to Arshile Gorky, paved the way, but Bolognino comes from a different background, and his anamorphic compositions pursue forms of reality, abstract and imaginary landscapes, where the form drives itself in dialogue with the artist or with the artificial intelligence that activates its own analyses in the development of the form. The result is a new chromatic and formal dazzle, where the reasons for beauty blend with those for reverie.

Sylvain Bellenger

Juliet
Flash Art
Segno N295

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 La città è una macchina inutile,   2024 oil on canvas 180 x 148 cm 
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 La città è una macchina inutile,   2024 oil on canvas 180 x 148 cm 
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 Sezione Sottile di Granito, 2024   paper on panel 149 x 89 cm 
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 Anelli di Crescita,2024 charcoal, g   raphite, oil, paper on panel 149x90 
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 Fosfeni, 2024 plaster, acrylic, oil   transfer on canvas 150 x 90 cm 
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 Osservatorio, 2024 acrylic, collage   pastels on canvas 45 x 30 cm 
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 Wunsch, ein Vogel zu werden, 2024   pastels, glue on paper 58,2x53,5 cm 
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 Regen-radar 2024 charcoal, oil, pas   tels, glue on paper 43 x 31 cm 
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 Cristalli di rame nativo 2024 charc   oal, oil, pastels on paper 15x10 cm 
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 Scharzwald 2024 charcoal, graphite,   pastels on paper 25 x 18 cm 
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 Impollinazione anemofila, 2024   Charcoal, graphite, oil 48,7x49,2cm 
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 Feierabend, 2024 collage, oil, past   els, glue paper on panel 149x83 cm 
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